Da un lato abbiamo il mondo aziendale, nel quale la parola “empowerment” è collegata ad un clima che valorizza e attiva comportamenti pro-attivi, corresponsabilità, coinvolgimento e iniziativa. Un’organizzazione caratterizzata da empowerment è in grado quindi di abilitare i propri manager a delegare e responsabilizzare i collaboratori, e a consentire/provocare in ogni membro un atteggiamento contributivo e autonomo. Riceviamo empowerment quando abbiamo tutti gli strumenti e la libertà di azione per raggiungere un obiettivo. Si tratta quindi di un qualcosa che riceviamo da altri o che diamo ad altri. Le aziende con poco empowerment, tipicamente, sono quelle con una leadership molto verticistica e una cultura di stampo gerarchico.
Questa definizione pone l’approccio del self-empowerment all’interno della più ampia corrente di psicologia positiva che studia i processi attraverso i quali le persone ambiscono al successo, al benessere e alla propria felicità.
L’utilizzo professionale della strumentazione del self-empowerment ci consente invece una definizione molto più specifica e puntuale: avere self-empowerment significa avere un solido e duraturo sentimento di protagonismo rispetto alla propria vita personale e professionale, indipendentemente dalle condizioni e dalle eventuali difficoltà esterne.
Il sentimento di protagonismo non basta però, laddove potrebbe non essere poggiato su una reale capacità di costruire presupposti e condizioni per un protagonismo reale, per generare condizioni che siano virtuose per sé, ma anche per il proprio contesto e i propri interlocutori.
Aprirsi possibilità consente all’individuo e all’azienda di avere una rosa di alternative tra le quali poter scegliere. La scelta è quel processo doloroso che ci consente di essere pienamente responsabili e protagonisti di quello che facciamo. Basti pensare alla differenza tra chi sia costretto da altri a compiere un’azione (qualsiasi essa sia) rispetto a chi sceglie liberamente di compiere l’azione stessa. Nel secondo caso avremo un livello di responsabilità e protagonismo amplificato.
A livello individuale, per alimentare un alto livello di self-empowerment, è fondamentale agire su alcuni processi personali, sblocchi che innescano un livello di potenziamento solido e costante nel tempo.
A livello organizzativo, sarà importante creare condizioni virtuose (possibilità reali di scelta, corresponsabilità decisionale, cultura del feedback) che amplifichino i risultati individuali. Tali condizioni non si realizzano in tempi brevi, ma richiedono una trasformazione progressiva della cultura manageriale e dei processi cruciali dell’azienda.
Proprio nell’ambito dello sviluppo del potenziale, imparare ad aprirsi possibilità, laddove invece tendiamo tutti ad etichettare gli altri e noi stessi, è la chiave per sperimentare e poi eventualmente mettere a sistema nuovi atteggiamenti e comportamenti. Esplorare, mettersi in discussione, ricercare e prendere in considerazione i riscontri, avere un approccio aperto e curioso, saper eventualmente anche rinunciare o tradire – momentaneamente – parti di sé che potrebbero risultare in parte limitanti… questi sono i valori aggiunti dell’applicazione del self-empowerment allo sviluppo del sé (personale, professionale, manageriale).
Questi tre atteggiamenti sono collegati dal filo rosso della possibilità: abbiamo di sicuro maggiori possibilità nel momento in cui partiamo da ciò che dipende da noi, utilizzando le risorse presenti e avendo uno sguardo fiducioso al futuro. Gli atteggiamenti opposti, invece, conducono ad un approccio conservativo e trattenuto.
Aumentare il proprio self-empowerment significa quindi acquisire (personalmente e culturalmente) questi tre atteggiamenti di fondo.
Dal punto di vista pratico, quando si volesse lavorare su di una apertura di possibilità specifica, sarà inoltre importante riconoscere alcuni snodi che attivano concretamente l’esplorazione, innesco e consolidamento di tale nuova possibilità:
Ogni persona custodisce un potenziale unico.
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l’empowerment, il metodo che guida la crescita di persone e organizzazioni.
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