Come sviluppare integrazione e cooperazione in azienda?

Il cambiamento è una costante della vita e quindi la capacità di anticipare il futuro è sempre stato un agognato strumento per gestirlo. Per le organizzazioni  è sempre più necessario predisporre persone, ambienti e strumenti che permettano loro di convivere con il cambiamento e navigare nella complessità.
Le persone sono elementi chiave di questo scenario, sia come protagonisti delle fasi di ricerca (futuro) che di quelle di sviluppo (presente). 

Il futuro da sempre ci sfida, cambiandoci le carte e a volte anche il tavolo da gioco.
Oggi però, più che mai, siamo in affanno, facendo i conti con idee perfette che non funzionano, piani che saltano, budget, rischi e imprevisti difficili da stimare, evoluzioni incessanti o stravolgimenti.
Di conseguenza, ci viene chiesto di:

  • Essere vigili, sospettosi, attenti ai segnali
  • Esplorare e sondare, pronti a usare ciò che accade e, se non funziona, a cambiarlo
  • Ricordarci la gioia (e non solo il disagio) di essere sorpresi
  • Fare ipotesi raccontando storie, e poi adattarle o stravolgerle
  • Guardare davanti, dove le cose stanno per accadere, come se alle spalle si avesse poco o nulla
  • Considerare il “possibile” sullo stesso piano del “probabile”, e prepararsi di conseguenza
  • Tentare, cadere, rialzarsi, imparare, trasformarsi
  • Desiderare ferocemente, un istante prima di dimenticarsene

Come quando eravamo bambini, ricontattando uno spirito che da adulti è difficile contattare, ed imparando a miscelarlo con la razionalità e la cautela che nel frattempo abbiamo sviluppato.

Perché è importante sviluppare la capacità di anticipare il futuro?

Lo abbiamo dimenticato: le organizzazioni (e le persone in genere) fanno sempre più fatica a:

  • Fronteggiare sorprese e trasformazioni
  • Stimare le implicazioni, la soluzione ottimale, il piano per implementarla
  • Esprimere adattabilità e creatività redditizia
  • Mettere a terra quanto stimato e ottenere i risultati attesi

  • Mantenere lucidità, energia, focalizzazione
  • Essere incisive nel dare precocemente e tempestivamente agli eventi una spinta significativa verso il futuro desiderato

Questi limiti, quando si verificano, rappresentano un grande rischio operativo quando l’organizzazione di muove in contesti che cambiano e che richiedono flessibilità e audacia. Tali tratti non possono caratterizzare solo le figure apicali, in quanto le strategie vanno poi calate a terra con uno spirito che ne consenta la reale implementazione.

Come allenarsi al domani

Il contesto è noto, con meraviglia e apprensione: trasformazioni frenetiche e impatti indecifrabili ed esponenziali. La complessità è diventata lampante.
Molti gli automatismi messi in campo:

  • il tentativo di fermare l’acqua serrando le fila e rafforzando gli argini: ossia, fare “più forte” quello che già si faceva
  • usare, per orientarsi, il buon senso e la logica lineare
  • guardare il passato e analizzare il presente per dedurre il futuro, come fosse l’unica possibilità logica, deducendo quindi una o poche previsioni probabili su cui fondare la propria strategia (invece che guardare avanti, esplorando, per cogliere segnali dell’avvio di qualcosa di completamente diverso, ipotetico e instabile)
  • puntare tutto sull’esperienza (personale o degli esperti) e le nuove tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati (in grado, allo stato attuale, di dedurre nel breve ma non di immaginare gli effetti di trend di più lungo periodo e forti discontinuità)
  • cedere alla morsa della performance e dell’efficienza, e concepire l’errore come perdita di redditività e fallimento
  • usare come chiave di volta operativa del cambiamento l’implementazione di nuove strutture organizzative e nuovi processi, piuttosto che intervenire sulla trasformazione di approcci consolidati
  • ricercare ostinatamente risposte esatte e certe, pretendere coerenza, sacrificando ciò che devia e contraddice, che resta quindi non visto e non utilizzato
  • semplificare eccessivamente (per impazienza) o complicare fino alla paralisi (per disorientamento e protezione)

Le soluzioni sono spesso contro-intuitive e richiedono consapevolezza e strumenti nuovi.

La svolta del self-empowerment

Essere capaci di anticipare comporta un allenamento che va oltre la conoscenza degli strumenti stessi: la capacità di applicare gli strumenti in momenti cruciali, infatti, dipende dal livello di fiducia e determinazione degli attori in gioco, che rischiano diversamente di sapere “come si dovrebbe fare” ma poi applicare concretamente le soluzioni note in passato. Attraverso il self-empowerment è possibile sviluppare un mindset che consenta di:

  • Ragionare per futuri plausibili e possibili e non solo probabili
  • Esplorare gestendo la propria attenzione: essere vigili e “sospettosi”, usare l’esperienza senza esserne vincolati
  • Integrare le contraddizioni considerandole segnali, risorse o vincoli da gestire
  • Servirsi della consapevolezza per contrastare e sfidare modelli mentali, distorsioni e automatismi: anticipare è una pratica attiva, esplorare è diverso dall’essere semplicemente aperti
  • Fare molte ipotesi, immaginando e “raccontando”, per cogliere la trama e la dinamicità degli sviluppi possibili: passare da previsioni a scenari
  • Sondare, testando più di una strada a piccoli passi, su piccoli pezzi, per vedere cosa funziona (e tenerla), cosa non funziona (e abbandonarla), cosa sta evolvendo (e monitorarla), e imparare da tutte le esperienze