Uno strumento fondamentale, nell’approccio del self-empowerment per lo sviluppo del proprio potenziale, è quello della sperimentazione: ogni nuova caratteristica interna (approccio, modalità, atteggiamento o possibilità) che ci interessa acquisire, diventa per noi realmente praticabile solo nel momento in cui, almeno una volta, riusciamo a realizzarla o quantomeno a muovere con successo un primo passo in quella direzione.

Spesso invece ci sentiamo bloccati in uno scacco matto tra il desiderio di cambiare e quello di rimanere al sicuro nei nostri porti, preoccupati di perdere ciò che abbiamo o inibiti dalla paura di non riuscire.
Sperimentare significa trovare modi reversibili, seppur reali, di provare ciò che ci interessa, iniziando a costruire questa possibilità, in modo concreto e percorribile, prima di tutto dentro di noi.

Un esempio personale: io da sempre avrei voluto essere più estroverso e spavaldo, ma nei fatti il mio carattere un po’ diverso, più tendente all’introversione e alla timidezza. Così ho dovuto lavorare molto per acquisire serenità, poi padronanza e infine piacere nel momento dell’esposizione sociale (ad esempio, nel parlare in pubblico…). Il mio lavoro lo richiede, e da subito l’ho fatto, ma con grande stress e fatica.

Con il passare degli anni però ho imparato prima a dire “sì”, e poi a ricercare in modo attivo, tutta una serie di esperienze che mi avrebbero permesso di allenarmi, di esplorare le mie reazioni, di sentirmi capace di gestire anche palcoscenici diversi e per me inusuali. Tra queste esperienze (che elencate tutte insieme fanno un po’ sorridere) annovero:

  • Aver vestito i panni di Babbo Natale presso la festa aziendale di una banca d’affari di Lugano (ricordo una selva di bambini…)
  • Aver suonato (in rigoroso playback) una canzone demenzial-religiosa presso un festival di musica evangelica in un gremito PalaLido (ricordo una selva di credenti! E la Vanoni – ormai ottuagenaria – che presentava la serata)
  • Aver partecipato ad una trasmissione televisiva in diretta, gestendo alla meglio le classiche dinamiche da talk-show pomeridiano…

Tutte queste situazioni, seppur slegate e fuori contesto, sono state per me occasioni di messa alla prova. Ogni volta ricordo di aver pensato prima “chi me lo ha fatto fare”, mentre e alla fine di ciascuna mi sono detto “vedi che se ti ci metti ce la puoi fare!”.
Ognuna di esse è legata anche ad una persona, che io ritenevo esperta, e che mi ha accompagnato: uno sponsor e, soprattutto, una “risorsa esterna” preziosa quando si prova ad uscire dal proprio orticello. Li cito e ringrazio qui: William (mio socio in Torreluna), Andrea (lacanzoneria.com) e Francesca (francescadimartino.com).

Tra le tante sperimentazioni, che fanno parte di questo lavoro su me stesso (ancora in corso…), ho deciso di cimentarmi nella realizzazione e condivisione di alcuni video su YouTube, cosa che avrei pensato impossibile per me solo qualche mese fa. Ma il bello è proprio questo! Un istante prima pensi che qualcosa sia impossibile e un attimo dopo ti trovi ad averlo realizzato.